L’importanza della traduzione

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La trasposizione in altre lingue del vostro libro, saggio, biografia personale e aziendale, vi permetterà non solo di dare un ampio respiro al testo, ma una maggior visibilità all’ interno di un mercato che va oltre il confine nazionale. Tradurre inoltre non significa solo spostare un segno  linguistico da un codice all’ altro, ma anche trasferire concetti e pensieri da una cultura all’ altra.  Non sfugge più a nessuno, il fatto che siamo in un’epoca dove la comunicazione interculturale è all’ ordine del giorno. Perché quindi, rinunciare a questa risorsa restando confinati nella propria lingua d’origine? Il vostro scritto, la vostra azienda, la vostra attività, troveranno un nuovo respiro, un nuovo mercato. La traduzione ha un ruolo vitale per lo scambio comunicativo che però non prevede solo traduzione parola, per parola, ma il senso originale del testo, cosa impossibile, con i traduttori elettronici diffusi e in uso negli ultimi anni. Al contrario il “traduttore umano,” svolge un’opera di ricerca e studio per riportare  non solo parole ma senso, che sia fedele alla creazione dell’autore. Non molti sanno ad esempio che Ugo Foscolo oltre ad essere l’autore importante che conosciamo di Zacinto e dei Sepolcri, ha dedicato parte della sua vita alle traduzioni di testi storici e letterari, come ad esempio l’Iliade di Omero e Viaggio Sentimentale di Laurence Sterne,(A Sentimental Jouney thruogh France and Italy). O quella effettuata da Vincenzo Monti, che  fu particolarmente apprezzata da Giosuè Carducci e da Madame de Staël che la commentò con la celebre frase: “Personne ne traduira plus l’Iliade, après lui”. Queste meticolose traduzioni  furono essenziali a far conoscere agli italiani dell’ottocento opere altrimenti sconosciute.

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Cantami o Diva, del Pelide Achille

l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto disegno s’adempìa), da quando

primamente disgiunse aspra contesa
Il re de’ prodi Atride e il divo Achille.

(Traduzione Vincenzo Monti) 

Anche la traduzione dunque può  essere considerata una forma  d’arte. Nella poesia ci sono numerosi esempi. Prendiamo questi versi del poeta francese Arthur Rimbaud:

Elle  este retruvée ! Quoi? L’éternité. C’est la mer melée Au soleil. (Arthur Rimbaud)

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È ritornata! Che? L’eternità. È il mare che si fonde Con il sole. (Traduzione)

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Qui l’arte del tradurre consente uno spunto di riflessione: l’insidia stilistica è sempre  in agguato. Infatti, questa è spesso oggetto di discussione nel momento di trasporre testi poetici da una lingua all’altra. La difficoltà del “ traduttore umano” qui, e  lo sappiamo, è quella di conservarne  nel passaggio la  musicalità, oltre al senso originale e l’espressività. Il traduttore dunque deve sempre operare delle scelte, che per quanto difficili, rappresentino al meglio il testo affidatogli. Considerate dunque ogni trasposizione, di qualunque testo, come una sfida appassionante diretta ad ampliare i vostri orizzonti non solo nella spazio ma anche nel  tempo.

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L’alter ego

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Le parole, eteronimo e ortonimo, evocano la poetica del grande scrittore portoghese  Fernando Pessoa che su questa dicotomia ha basato tutta la sua opera, i due principi  dell’introverso e dell’estroverso. Nella raccolta proposta dall’Adelphi, dal titolo “Poesie di Fernando Pessoa”, a cura di Antonio Trabucchi e M. J.De Lancastre, l’attenzione come si evince dal titolo va alla sua vera identità. Lo scrittore degli eteronimi firma con il suo nome questa raccolta, ma come sappiamo nella sua vita, ha preferito attribuire la paternità di altre opere ai suoi numerosi alterego. La parola eteronima deriva dal greco: heteros= diverso e onoma = nome, cioè autore fittizio, pseudo autore, ma che per lo più possiede una  propria personalità ben definita. Dagli eteronimi differiscono gli pseudonimi perché questi ultimi sostituiscono il vero nome dell’autore che rimane sconosciuto, gli eteronimi al contrario convivono con l’autore, formano una sorta di propaggine dello stesso. Pessoa  in vita sua creò numerosissime identità alternative per scrivere i suoi romanzi e pubblicare i suoi articoli, ne sono stati calcolati più di 79, a tutti egli ha attribuito una propria esistenza e più o meno una forte personalità. Il più conosciuto è Ricardo Reis medico, poi Alvaro de Campos ingegnere, Alberto Caeiro contadino, il più interessante, che Pessoa considerava un po’ come la sua guida spirituale.
Al poeta della poesia filosofica e psicologica, si è sempre riconosciuto un certo spirito mistificatore, (simulazione) e una certa ironia, ma l’origine degli eteronimi non è frutto di fantasia surrealista, piuttosto di una elaborazione letteraria sofferta. Essi hanno la stessa origine dei compagni immaginari ma una personalità articolata e definita. Lo dice lo stesso autore: “… questa tendenza (cioè crearsi compagni immaginari) non passò con l’infanzia, si sviluppo nell’adolescenza, si radicò con la crescita, divenne alla fine la forma naturale del mio spirito”. “Oggi oramai non ho personalità: quanto in me ce di essere umano l’ho diviso tra glia autori vari della cui opera sono stato l’esecutore. Io oggi  sono il punto focale di riunione di una piccola umanità solo mia”.  Spesso il poeta allude all’origine  patologica del suo fenomeno: “L’origine mentale di miei eteronimi è nella mia tendenza organica e costante verso la spersonalizzazione. Questi fenomeni non si  manifestano nella vita reale  ma si sono mentalizzati  in me … li vivo solo con me stesso”. “Sono immagini dell’anima”. Questa raccolta ci fa capire in concreto  lo stretto rapporto tra Pessoa e i suoi eteronimi.

“Forse questa cosa dell’anima

che trova reale la vita…

Forse questa cosa calma

che mi fa l’anima vissuta…

Soffia il vento eccessivo…

Ho paura di pensare…

Il mio mistero ravvivo

se mi perdo a meditare.

Vento che passa e dimentica,

polvere che s’alza e cade…

Povero me e potessi

Sapere cosa in me accade !

Dunque ci sono poeti profetici che vivono al di la dei propri tempi, ne prendono le distanze, non ne ascoltano il brusio di sottofondo e i problemi che spesso sollevano   vengono individuati anni dopo. Firmo dunque sono!

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Racconti di eventi

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Ci sono giornate uniche nella vita di tutti, le nozze, la nascita di un figlio, un compleanno, una laurea, e perché no un divorzio. Perchè non mettere su carta questi eventi, non solo foto e filmati a ricordarci attimi preziosi ma anche le emozioni del primo incontro, il ritardo della sposa o le lacrime della suocera, il buffo vestito della zia. La commozione del papà alla vista del bambino, o le ore passate a respirare ansimando nel tentativo di tenere lontano il dolore del parto. Qualsiasi sia il momento della tua vita che vorrai rendere narrazione, per non dimenticare, per ritrovare nelle parole i sentimenti di un giorno lontano, puoi raccontarli ai nostri ghostwriter. Essi li trasformeranno in pagine scritte. Le potrai regalare a chi era al tuo fianco quel giorno o possono essere un prezioso diario da consegnare a un figlio quando avrà l’età giusta per leggerlo, e condividere con te la grande emozione della sua nascita.

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Biografia o racconti di viaggio

Quando non esisteva la televisione, la macchina fotografica e tutta la tecnologia moderna che consente a chiunque, senza muovere un passo fuori di casa, di conoscere il mondo, si era soliti riportare in diari e taccuini il racconto dei propri viaggi. Chi aveva, poi, manualità con matite e pennelli era solito aggiungere alla narrazione degli schizzi o dei dipinti dei luoghi visitati. È a tutti noto che l’occidente conobbe il continente asiatico grazie al Milione di Marco Polo, o che le bellezze italiche vennero annotate nei taccuini dei tanti visitatori tanto che questo viaggio in Italia venne definito il Gran Tour.

Perchè non riappropiarsi di questa antica e bella tradizione? Accanto alle foto e ai souvenir dei nostri viaggi in Italia o per il resto del mondo, sarebbe interessante raccogliere in una narrazione i luoghi, gli itinerari, le emozioni, in modo che il passare del tempo non permetta all’oblio di farci dimenticare istanti, sapori, profumi, attimi condivisi di esperienze uniche. Potrebbero anche essere graditi omaggi a chi questi viaggi li ha condivisi con noi.

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Un moderno strumento di comunicazione persuasiva: La biografia aziendale

Alla base di ogni storia, sia essa personale o aziendale, vi sono sempre degli assiomi: la passione, ad esempio a portare avanti un’idea o un progetto innovativo; gli ostacoli che si sono incontrarti; la battaglia che si è combattuta; le delusioni di quando si è perso; la vittoria e il successo. Questi sentimenti: passione, ostacoli, lotta, scoramenti, fallimenti, successo, vittoria accomunano il sentire del narrato  a quello del lettore. E per quest’ultimo è facile calarsi nei panni del protagonista e nella sua storia. Perché sebbene sia una biografia aziendale, che parli della storia di un marchio o di un processo industriale, dietro queste cose vi è sempre un individuo, colui che ha iniziato, o che ha continuato, o ha salvato. Colui che grazie alla sua volontà, tenacia, caparbietà ha reso l’azienda quello che è: un leader. La connotazione umana che il leader da a questo genere di narrazione, non solo avvicina il cliente al marchio, ma può essere utilizzata anche  per motivare i propri dipendenti, farli emozionare, farli sentire coinvolti e parte integrante del processo produttivo.

L’utilizzo della biografia, e quindi dello storytelling è stato spesso utilizzato come un ottimo strumento di successo nella comunicazione persuasiva. Partendo da una persona, una professione, un’organizzazione o un’azienda si racconta la sua storia per far conoscere, tramandare o trasmettere un messaggio. La scelta di questa metodologia la si può far risalire all’antichità dove con le narrazioni epiche o mitiche si portavano a conoscenza di tutti i principi etici, morali, eroici su cui si fondava una civiltà, o meglio ancora un potere trovava la sua giustificazione.

Lo  storyelling ha avuto un sempre maggiore sviluppo a partire dagli anni 90 prima negli Usa e poi nel continente europeo, in quanto riesce a far presa sul pubblico, poiché il racconto biografico è capace di creare empatia tra colui che narra, o da cosa è narrato, e i possibili suoi utenti creando in essi emozioni. Tramite la conoscenza della storia di un’azienda, di un industriale, di uno scienziato e simili si crea una sorta di familiarità, una relazione amicale tra il lettore (possibile cliente) e quanto viene narrato. Come se con la biografia si volesse veicolare un messaggio che da valore proprio a colui che legge, del tipo: io (azienda) tengo a te (possibile cliente) e desidero che tu mi possa comprendere e capire, perciò ti permetto di entrare nelle pagina della mia storia in modo da poterla condividere con te.
Quando una biografia aziendale diventa storia ben raccontata, diventa al contempo un   efficace comunicazione,  divenuta virale si diffonde tra le persone.

 

Due chiacchiere con uno dei nostri ghost writer!

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Due chiacchiere con uno dei nostri ghost writer!
Lo chiameremo Marco. Fa il ghost writer da una decina d’anni e come ama definirsi: è uno scrittore a scomparsa.
Dopotutto il presupposto fondamentale del suo lavoro è proprio l’invisibilità. Questa è di sicuro la più sommersa tra tutte le professioni un vero e proprio 007 della scrittura.

Cosa fa un ghost writer?
Di solito scrive libri che poi firmeranno altre persone, da personaggi famosi e non, da persone della politica,dello spettacolo, dello sport.

Quali competenze ha?
Spesso è una persona che ha avuto a che fare con il mondo della scrittura e con altre esperienze nel campo dell’editoria. Io ho iniziato come collaboratore di una casa editrice, fino a che un giorno mi è stata affidata la stesura di un intero libro. È stata sicuramente la mia precedente esperienza a fornirmi un’ottima palestra. Tuttavia non è una cosa facile trovare qualcuno che ti affidi lavori da ghost writer, le agenzie letterarie che coordinano questo lavoro richiedono ampia garanzia di essere all’altezza..

La domanda che ti fanno più spesso?
Che tipologia di lavori faccio e quanto tempo impiego. Visto che di solito scrivo memoir, biografie o romanzi, o biografie romanzate. Un progetto di questo tipo non richiede mai meno di mesi.

Che effetto ti fa entrare in libreria e vedere libri scritti da te?
I libri di cui mi occupo spesso sono firmati da altri, alla fine della scrittura io li “congedo”, cioè saluto il testo al momento di andare in stampa, e da allora la vita dell’opera non mi riguarda più, se ne occupano l’autore e l’editore. Il volume è di chi lo firma. La mia soddisfazione sta nel sapere di avere dato una corretta voce all’autore, avendo esaudito le sue esigenze. Dopotutto la storia resta la cosa più importante.

Hai scritto un libro tuo?
Sì! Più di uno. Ma i titoli non li dirò!

Quanto guadagna un ghost writer?
In Italia i guadagni di un uno scrittore fantasma variano a seconda del tempo impiegato, dell’impegno intellettuale richiesto e dalle ricerche necessarie, e infine sulla difficoltà dell’opera.

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