Chi scrive i romanzi firmati da Richard Castle? Un appuntamento con “Mistery Man”.

casle«Ci sono due tipi di persone che se ne stanno seduti a pensare come uccidere la gente: psicopatici e scrittori di gialli. Io sono uno di quelli ben pagati. Chi sono? Sono Richard Castle.»

Interrogando  Wikipedia o viaggiando sul sito di Rai Due, potete facilmente scoprire che Richard Castle è il protagonista dell’omonima serie Castle, ormai arrivata all’ennesima  stagione, interpretato da Nathan Fillion. In breve, Richard Castle è uno scrittore di romanzi gialli che ha appena “ucciso” il suo personaggio più noto, il detective Storm, e si ritrova ad affrontare un momento di crisi creativa e mancanza di ispirazione. Ma il momento non dura a lungo: un assassino, fan dello scrittore, inizia a commettere omicidi secondo le modalità descritte nei suoi gialli, e Castle viene chiamato a collaborare con la squadra omicidi della polizia di New York. Qui Castle incontra il detective Kate Beckett, una donna affascinante con una tragica storia alle spalle, che presto diventerà, suo malgrado, la musa ispiratrice di Castle  per il suo nuovo personaggio: il detective Nikki Heat! E, proprio sfruttando la figura di Nikki Heat, gli autori della serie TV hanno deciso di regalare a noi fan una bellissima iniziativa: in libreria, infatti, possiamo trovare i libri di Castle. Nel libro, accanto a Nikki, troviamo Jameson Rook, chiara trasposizione letteraria (per non dire vero e proprio sosia) del Castle televisivo, e le vicende si snodano lungo un’atmosfera, un senso dello humor, e un pathos analoghi a quelli del telefilm. Una “fiction nella fiction“, dunque, ma molto ben realizzata. Vi consiglio di leggere i romanzi in inglese per apprezzare appieno lo stile e l’intelligenza di scrittura del nostro amato Castle.

Ovviamente, si tratta di un’abile strategia di marketing volta ad aumentare i profitti e promuovere la popolarità della serie TV e che, nel contempo, riesce a conferire all’uomo Richard Castle una profondità e una verosimiglianza straordinari. Come dicevo, i libri sfruttano molto i personaggi che i fan hanno imparato a conoscere seguendo la serie TV, e ripropongono lo stresso “modus operandi” capitolo dopo capitolo. Leggendo i vari commenti su Amazon, sembra che l’iniziativa stia avendo un grande successo! I fan dicono di leggere  i libri di Castle perché sono ben congegnati e divertenti, oltre a costituire delle valide storie poliziesche.

Ma, nel mondo reale, chi scrive i romanzi firmati da Richard Castle?
Nessun fan conosce l’identità del “ghost writer” che si cela dietro a Richard Castle. Qualcuno ha suggerito il nome di James Patterson, abile e prolifico scrittore di gialli molto noto negli Statu Uniti. Altri azzardano che il vero autore sia un certo Tom Straw (di cui Castle nella fiction avrebbe vinto l’omonimo premio) un vero autore di gialli. Senz’altro sono teorie interessanti, o forse solo tentativi per confondere le acque, fare scalpore e tenere viva la fiamma dell’iniziativa pubblicitaria. c’è chi pensa che il vero autore è Micheal Connelly, che appare in un cameo durante una partita di poker con lo stesso Richard Castle (Nathan Fillion). Non ci resta, dunque, che continuare a seguire Richard Castle nelle sue avventure fra un’indagine, un best seller e un appuntamento bollente in compagnia di Nikki Heat Avventure che ne hanno fatto, anche nel modo reale, un “Mistery Man“, un uomo del mistero.

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UN BUON INIZIO

images (12)Nelle prime frasi di un testo narrativo vi è una serie di reazioni e input che hanno lo scopo di attirare il lettore. L’inizio è dunque un momento fondamentale, tutti ne possiamo intuire l’importanza. Quindi un attacco  – detto incipit (che in latino significa INIZIA)-  immediato, che invogli il lettore a passare delle ore sulla vostra storia, e una struttura sintattica originale sono gli strumenti  basilari con cui uno scrittore può tentare di aprirsi un varco verso il successo. A questo riguardo è d’obbligo il riferimento a Cesare Pavese, vero maestro di introdurre il lettore nel mondo narrativo.  Ecco alcuni incipit di suoi celebri racconti:

L’estate

Di tutta l’estate che trascorsi nella città semivuota non so proprio che dire.

Il mare

Alle volte penso che se avessi avuto il coraggio di salire fino in cima alla collina, non sarei poi scappato di casa.

Storia segreta

Per questa strada passava mio padre. Passava di notte perché era lunga e voleva arrivare di buon’ora.

Notte di festa

Sull’aia liscia e soda come un tavolo di marmo saliva il fresco della sera.

Amici

Dal cortile di cemento un giovanotto a gola tesa gridava al terzo piano di ombre e sprazzi li luce: “state tranquilli, sono disoccupato”.

Tempo d’estate

Sul casotto dell’imbarco ai piedi delle colline giungeva ancora il sole.

Anni

Di quel ch’ero allora non resta niente: appena uomo, ero ancora ragazzo.

Ecco come Cesare Pavese dava ritmo alla sintassi, tutti gli esempi riportati iniziano con una preposizione semplice o articolata che imprime alla frase una svolta decisiva. Questi inizi costringono il lettore ad avanzare di qualche parola per comprendere la parte principale visto che si reggono su una particella secondaria del discordo. In altri termini il ritmo della frase è tale da provocare una lettura attiva. Un’altra cosa da notare è come Pavese tiene il lettore con il fiato sospeso invertendo le parti del discorso. L’autore ha così centrato il suo obbiettivo: ci sentiamo invogliati ad andare oltre.

The Words Angels

Racconto finalista al torneo “Gioco, per gioco” autrice M. Altimare

 

maria

Raul

Il taxi era  parcheggiato ancora lì. L’autista lo attendeva leggendo il giornale sportivo e, quando Raul gli chiese di riaccompagnarlo in albergo, lo guardò con l’aria divertita di chi pensa: Ti è andata buca, anche se brilla ti ha scaricato.

Raul era abituato a quegli sguardi, così come sapeva di avere poche certezze nella vita, tra cui la più importante:  è la fortuna a dettare le leggi dell’universo.

Lo opprimeva l’idea di andare a rinchiudersi nella sua stanza, solo, con il ricordo di un’esplosione ancor negli occhi: la sua prima missione come diplomatico, la “rotonda di Massud”, l’incrocio stradale rallentato dal check point, il giovane autista in mimetica seduto accanto a lui. Scacciò i ricordi. Superò la hall, passò oltre una tenda di velluto color pesca e si fermò davanti a una di quelle macchine colorate dai video lampeggianti, le slot machine. Non ci aveva mai giocato e solo per noia inserì una monetina. Ma non era la prima volta che entrava in una sala gioco e non sarebbe stata l’ultima. Avrebbe voluto distrarsi, non pensare, eppure sarebbe stata solo questione di ore e il suo antico demone si sarebbe svegliato costringendolo alla ricerca di quella sensazione dolorosa e piacevole che colmava da tempo il suo vuoto e le sue ferite. Una fitta lancinante che parti dal moncone e s’irradiò verso l’arto fantasma, lo costrinse a chiudere gli occhi, mentre il roteare di frutta e verdura lo seguiva con ipnotica insistenza sotto le palpebre. Sentì il tintinnio delle monete ancora prima di vedere le banane allineate sul display,  il gettito sembrò travolgerlo e quando la cascata dal suono metallico si esaurì Raul  si rese conto, incredulo, della somma di tutte quelle monete. Fu allora che trascinò la sua gamba al tavolo del poker, il demone era arrivato.

maria2M. Altimare