Con “Genius” il cinema ha trovato un bel modo di raccontare l’editoria.

 

Oggi i nostri The Words Angels di oltre oceano ci hanno suggerito di non perdere la visione di un film, “Genius”, in uscita nelle sale italiane in questo periodo, grazie ad Eagle.  Pare siano stati incuriositi dal fatto che per la prima volta, con questo film, il cinema celebri il talento di un editor letterario. Quali sono le dinamiche che portano alla nascita di un libro?

Quali i meccanismi, i sacrifici, le discussioni che trasformano una storia in quel prodotto editoriale fatto e finito che siamo abituati a ritrovare tra gli scaffali delle librerie? Questo film un poco ce li spiega.

Tratto dal romanzo Max Perkins: L’Editore dei Geni (Elliot) di A. Scott Berg a giustificarne il titolo, la pellicola è incentrata sulla figura di Max Perkins, talentuoso editor americano che lavorava presso la Scribner’s Sons, a lui si devono le pubblicazioni di alcuni capolavori di E. Hemingway, F. Scott Fitzgerald e di Thomas Wolfe.

Siamo alla fine degli anni ’20, New York, ma non per questo l’occupazione di Perkins ha alcunché di glamour: il suo mestiere è quello di leggere libri, tanti libri, in realtà allo stato di bozze. A lui tocca insomma capire se e quali tra questi contenga le tracce di un libro, dopodiché renderlo adatto a stare su uno scaffale.

Thomas invece è un giovane scrittore alla ricerca della prima casa editrice disposta a pubblicare il suo romanzo, incontra Maxwell e tra i due nasce un’amicizia che andrà ben oltre l’usuale rapporto tra editor e scrittore. Genius, del debuttante britannico Michael Grandage, racconta infatti il segmento di vita e carriera di Perkis in cui scoprì e lanciò il talento di Thomas Wolfe, l’eccentrico romanziere morto prematuramente che ispirò la Beat Generation. Il cast è stellare, con: Colin Firth nei panni di Perkins e Jude Law in quelli di Wolfe, Nicole Kidman come amante di Wolfe, Guy Pearce come Hemingway e Laura Linney come moglie di Perkins.

Istrionico ed incontenibile Wolfe quanto taciturno e introverso Perkins, i due crearono un’amicizia viscerale, «L’editor deve restare uno sconosciuto», sentenzia Perkins; è vero, potrai anche aver sputato sangue su quel libro, ma il tuo nome non comparirà da nessuna parte, non importa quale sia stato il tuo contributo! Questi due grandi talenti avevano un’abilità intellettuale pazzesca, difficile da riprodurre.  Insomma, noi di The Words Angels consideriamo “Genius” un bel modo per il mondo dell’editoria di approdare al cinema, quindi da non perdere da parte di tutti coloro che apprezzano il genere.

TWA

Con “Genius” il cinema ha trovato un bel modo di raccontare l’editoria.ultima modifica: 2016-10-18T09:01:26+02:00da thewordsangels
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