Cosa ne pensate dell’anonimato svelato di Elena Ferrante?

Writers block

Leggete di seguito il nostro commento e fateci conoscere la vostra opinione.

Ormai è notizia vecchia di una settimana, che ha avuto il tempo di sedimentare e d’essere al centro di dibattiti. Tutte le testate, gli opinionisti e non, blogger e singoli hanno avuto modo, tempo e spazi per dire la loro. Noi di TWA sentiamo sia giunto il momento di commentare anche noi. In primo luogo perchè dell’anonimato noi siamo fautori e garanti. Secondo perchè abbiamo una nostra opinione a tale riguardo che vogliamo discutere con voi. Non desideriamo porre l’accento, come alcuni commentatori, sull’eticità o meno del giornalista che ha indagato. Sia lecito o meno, per noi non è centro di discussione. Ma provare a guardare quanto è accaduto da un’altra angolazione. Partiamo dal concetto di qualità, un libro si dovrebbe vendere e dovrebbe incontrare la fortuna sulla sua strada se è valido, se è scritto bene, se la storia che racconta è interessante e godibile per il lettore. Questo dovrebbe essere l’unico parametro di riferimento per un successo editoriale. Nei secoli scorsi quando un romanzo veniva pubblicato a viaggiare erano le sue pagine e l’autore, sebbene il suo vero nome e cognome figurassero sulla copertina, era sconosciuto come persona alla maggioranza dei lettori. Grazia Deledda ebbe la fortuna di vedere i suoi libri pubblicati e letti, vinse il premio Nobel e venne giudicata la maggiore e più conosciuta scrittrice italiana. Questo senza aver mai praticamente ( salvo rarissime eccezioni) lasciato la sua casa. Oggi viviamo in un’epoca di sovraesposizione mediatica, solo il passaggio in qualche trasmissione televisiva segna il successo di un autore sempre questi buchi il video (come si dice in gergo). Il giro delle presentazioni a cadenza quasi giornaliera, il tour tra fiere, premi, concorsi letterari porta alla visibilità e qualche volta al successo. Se poi si è capaci di parlare in pubblico, si è simpatici o ombrosi e in qualsiasi caso si è un personaggio, questo giova a favore. E il libro? E le parole? L’unica cosa che davvero costituisce un manoscritto sono le proposizioni che lo compongono. Il valore è dato dalla sequenza delle parole, non dal viso dell’autore, non dalla capacità di sedurre il pubblico come un bravo imbonitore.  Così giungiamo alla scelta di Elena Ferrante dell’anonimato, scrivere sotto pseudonimo non è un reato, non si è rubato, non si è ucciso nessuno, né tantomeno frodato l’erario. A noi non interessa il perché la abbia fatta, la motivazione è solo sua e quale che sia va rispettata. Elena Ferrante ha scritto un primo libro (i successivi non ci interessano), partiamo da quel primo lavoro, se non fosse piaciuto ai lettori oggi non si parlerebbe di lei. Se invece, come è accaduto, il suo libro ha incontrato il gradimento di pubblico e critica vuol dire che era un buon libro. Quindi ha rispettato il vero e unico paradigma della letteratura: la qualità. Che poi l’editore e non sappiamo se, e quanto, anche l’autrice ci abbiano speculato in seguito, cavalcando e creando il “caso Elena Ferrante” è tutta un’altra storia…per noi resta che la scelta di porre o meno il nome vero in copertina era dell’autrice, che non costituiva reato, e che sopra ogni cosa i suoi libri sono stati apprezzati e letti in Italia e nel resto del mondo.  Riflettiamo non sarebbe meglio che i libri si leggessero per i libri stessi e non per  altri motivi non legati alla parola scritta?      

TWA

 

 

 

 

 

Leggere per non mollare, mai.

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Non mollare mai, never give up,( dicono gli inglesi), è  la prima regola per raggiungere il traguardo che si è prefissi. Ma cosa centra uno spot motivazionale con un genere letterario come la biografia o l’autobiografia, nel quale si narra il resoconto della vita di una persona? Apparentemente niente, ma nei momenti più difficili della nostra vita c’è chi si è affidato spesso alla lettura di storie vere, storie di cambiamento. Conquiste, che narrano di individui coraggiosi che hanno cambiato la propria situazione personale, e non solo, cercando di realizzare sogni e ideali senza mollare mai. Qualche tempo fa leggevo l’ultima biografia di Marta Marzotto intitolata Smeraldi a colazione” Cairo editore. Un libro di memorie, di ricordi, scritto con la giornalista Laura Laurenzi, e che racconta le vestigia di una vecchia realtà del nostro paese chiamata Prima Repubblica, in cui la Marzotto serpeggiava a suo agio tra arte, musica, politica, moda, un libro in cui ho ritrovato vecchie glorie di quell’evo. L’immersione in un mondo in cui Marta Marzotto, nata proletaria, è morta contessa.

Alcuni libri biografici in questi anni sono stati dei veri e propri fenomeni editoriali, basta pensare al successo (inaspettato) ottenuto da Open, il libro autobiografico di Andrè Agassi, che qualcuno di noi ha divorato, oppure Steve Jobs la biografia sul compianto fondatore della Apple, scritto da Walter Isaacson. Senza parlare dei capolavori di Charles R. Cross: La stanza degli specchi libro biografico dedicato alla vita di Jimi Hendrix, una delle più belle biografie musicali di tutti i tempi, oppure Più pesante del cielo, milioni di copie vendute per uno dei libri biografici più acclamati sulla vita di Kurt Cobain, leader storico dei Nirvana. Ecco dunque dopo un approfondito sondaggio tra lo staff di The Words Angels i titoli emersi tra le biografie e le autobiografie più significative su personaggi del mondo della musica, del cinema e della politica. Speriamo di aver fatto un ottimo lavoro nel catalogare le migliori opere o comunque quelle che sappiamo più apprezzate dal pubblico. Due parole su Open l’autobiografia di Andrè Agassi, (Einaudi Stile libero). Bastano un paio di capoversi per capire che è un libro importante, variegato, seducente, che coglie  impreparati. Il dato sconcertante è che un atleta scriva in un modo così incantevole, così incisivo. Alla fine del libro Agassi ringrazia J.R. Moehringer, un premio Pulitzer, un virtuoso. Tra le righe si evince che Moehringer gli abbia fatto da ghostwriter.  Eppure, nonostante si senta (e come) la mano di Moehringer, leggendo, non si dimentica mai che il punto di vista è di Agassi. I ricordi gli appartengono, così come il sentimento dominante, il giudizio caustico su di sé e sugli altri.

La lista delle biografie da leggere non poteva non iniziare dal grandissimo Nelson Mandela. Lungo cammino verso la libertà è l’autobiografia capolavoro del simbolo alla lotta all’apartheid. Dopo 27 lunghi anni, Madiba riuscì nel suo sogno di eguaglianza nonostante tutte le difficoltà incontrate.

I have a dream. Leggere la biografia del leader del movimento nero Martin Luther King dovrebbe essere obbligatorio per tutti i ragazzi, racconta l’incredibile percorso di vita di un grande uomo straordinario raccontato in modo appassionato tramite le ideologie, i pensieri, il credo e gli ideali che lo hanno portato nella storia indelebile dell’umanità. Una biografia che non deve mancare in nessuna libreria.

Sul podio delle migliori biografie da leggere c’è anche il libro Gandhi. Mahatama Gandhi è riuscito a sconfiggere l’impero più potente dell’epoca con la forza delle idee, ha risposto alla violenza con la non-violenza, ha mostrato al mondo che un’altra via è possibile. Che Davide può sconfiggere Golia. Qualcuno ha suggerito anche il saggio, Cose di casa nostra , non è un’autobiografia di Giovanni Falcone nel senso stretto del termine, Falcone  ha lasciato in questo saggio la sua eredità intellettuale, un insegnamento di responsabilità e coraggio nel perseguire i propri ideali nonostante tutto e tutti.

Cambiamo argomento, ora parliamo della biografia : La sua vita, il suo universo di Eistein. Famose le sue citazioni, eccone alcune per riflettere sull’importanza della determinazione:

  1. Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità;
  2. Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima;
  3. La fantasia è più importante del sapere;
  4. Chiunque consideri la propria e l’altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere;
  5. Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo

La biografia di Steve Jobs è invece un manuale di autorealizzazione, chi conosce la storia del creatore della Apple non può non rimanere affascinato dalle sue gesta e soprattutto dai suoi successi. Celebre il discorso all’università di Stanford, Jobs è diventato il paladino della determinazione ad inseguire le proprie passioni nella vita. La vita è una sola e non possiamo sprecarla vivendo la vita di qualcun altro, se non hai ancora trovato la tua reale ispirazione, continua a cercare. La magnifica Autobiografia di Malcom X è un libro testamento che non può assolutamente mancare nella lista. Grande attivista dei diritti civili negli Stati Uniti del dopo guerra, Malcom X ha speso la sua intera esistenza nella lotta politica per cambiare la situazione difficile del popolo nero d’America. Schiacciato dalla violenza come Martin Luther King, Malcom X è stato un personaggio controverso e per alcuni versi molto misterioso, che ha dato l’esempio in prima persona che lottare per i propri diritti è un atto necessario.

Il libro su Adriano Olivetti è invece un’immensa storia di genialità e innovazione. Chi non ricorda le mitica gesta di Adriano Olivetti, colui che riuscì a trasformare un modello industriale incentrato sul solo profitto in una realtà proiettata negli interessi dell’individuo. Consideriamo che la storia della Olivetti è parte integrante della storia italiana. Puoi essere credente oppure meno, ma non puoi ignorare le parole di Giovanni Paolo II. Celebre il suo discorso contro la mafia siciliana, Giovanni Paolo è stato un testimone di come affrontare la malattia in prima persona, infondendo forza e coraggio all’intera umanità. La Fine è il mio inizio è uno dei miei libri preferiti in assoluto. Terzani è un grande portavoce di pace, per questo è il mio idolo indiscusso. Viaggiatore incredibile, Terzani è riuscito a ricavare un viaggio anche nel suo cammino verso l’aldilà, La Fine è il mio inizio è una riflessione sulla breve esistenza umana in questo mondo terrestre, una lettura da tenere sempre a portata di mano.

Inserisci nei commenti  anche la tua biografia preferita.

TWA

 

 

 

 

 

 

 

 

IL THRILLER PSICOLOGICO NON PIU UN SOTTOGENERE

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IlThriller psicologico” ha smesso di essere considerato un “sottogenere” del thriller, grazie ad opere che hanno appassionato (e appassionano) milioni di persone, meritandosi una propria dignità sia nel panorama letterario che cinematografico. Il thriller psicologico ha fornito al cinema mondiale alcune pietre miliari: basti pensare ai titoli del grande padre e maestro del “genere” Alfred Hitchcock.

Inizio con quello che considero uno dei migliori thriller psicologici pubblicati negli ultimi anni.

L’isola della paura d i Dennis Lehane
Siamo negli Stati Uniti precisamente nel Massachusetts. L’isola dove è ambientato il romanzo si chiama Shutter Island e si trova a largo di Boston, su quest’isolotto è stato istallato, all’interno di una fortezza militare, un ospedale psichiatrico, Ashecliffe, che ospita pazienti particolarmente gravi. Il protagonista del libro Teddy Daniels è un agente dell’F.B.I. da decifrare. Il romanzo è un classico dei thriller psicologici, ricco di colpi di scena, perfetto per una trasposizione cinematografica. Bellissimi i personaggi, ricchi di sfumature e di emozioni riportati con altrettanta bravura sullo schermo da Martin Scorsese. Nel film Leonardo Di Caprio sarà Teddy Daniels, ad  interpretare la moglie di  Teddy sarà la bellissima  Michelle Williams, Ben Kingsley  bravissimo nei panni dell’enigmatico Dottor J. Cawley mentre a Mark Ruffalo è andato il ruolo di Chuck Aule, collega di Teddy.

 

L’assassino che è in me di Jim Thompson

La vicenda è narrata in prima persona dal protagonista, Lou Ford, vicesceriffo di una piccola città del Texas, in un periodo storico che si colloca all’inizio degli anni ’50. … L’assassino che è in me, narra la storia di una persona semplice che sembra tranquilla ma dentro di sé ha il germe del male uno psicopatico assassino capace dei più efferati delitti. Un romanzo scritto con uno stile semplice ma allo stesso tempo, riesce a raccontare con efficacia l’interiorità malata di un folle omicida. Un grande noir americano, uno dei più bei libri thriller psicologici.

 

Il manipolatore  di Micheal Robothan

Ne Il manipolatore il protagonista è il noto psicologo Joseph O’Loughlin, già presente in altri libri dell’autore. L’episodio chiave del romanzo è la morte di una donna che li lascia cadere da un ponte, addosso non ha nulla, eccetto le sue scarpe rosse e una scritta sul ventre fatta col rossetto. O’Loughlin tenta di persuaderla prima che si butti giù. Una trama originale così come lo stile usato dall’autore per la narrazione, che utilizza per il racconto, non solo il punto di vista del protagonista, ma anche quello dell’antagonista creando una sorta di partita a scacchi mentale, una provocazione intellettiva ed intuitiva, una sfida tipica dei libri thriller psicologici.

 

La psichiatra di Wulf Dorn

La psichiatra è uno straordinario thriller-horror di tipo psicologico, l’esordio letterario di un grande scrittore di origini tedesche: Wulf Dorn. È il romanzo che l’ha portato al successo, vendutissimo nelle librerie di tutto il mondo diventando un vero e proprio caso editoriale grazie al passaparola dei lettori. Logopedista, da sempre appassionato di libri, ha iniziato a scrivere quando aveva ancora dodici anni. Questo romanzo ricco di suspense, pubblicato nel 2009, racconta le vicende di una dottoressa, Ellen Roth, che lavora in un ospedale psichiatrico, un ambiente ostico e complesso nel quale potrebbe accadere qualsiasi cosa. Ciò nonostante Ellen resterà sbigottita quando vedrà che una paziente, ricoverata nella stanza numero sette, è stata seviziata e picchiata a sangue. La donna è convinta che l’uomo nero, la stia cercando. Quest’ultima è in un angolo della stanza, piange, Ellen non si riesce nemmeno a capire cosa stia dicendo. Ha la voce di una bambina in un corpo di donna. Una sola cosa la dottoressa riesce a comprendere da quelle parole bisbigliate: l’uomo nero vuole ammazzarla. È frutto della sua fantasia o la pura e vera verità? Lo scoprirete solo leggendo queste belle. Wulf Dorn è uno degli scrittori di gialli e thriller più acclamati d’Europa, molto amato anche in Italia sin dal suo esordio. Il suo ultimo libro, Incubo conferma il suo grande talento.

Non ti addormentare di S.j Watson
Un capolavoro del thriller psicologico, il primo romanzo di S. J. Watson, “Before I Go to Sleepè la trasposizione cinematografica del libro diretta nel 2004 da Rowan Joffé con una splendida interpretazione di Nicole Kidmane. Un thriller straordinario che deve la sua fortuna soprattutto al film, racconta la storia di Christine che ogni mattina si sveglia senza ricordi, l’uomo che ha al suo fianco è suo marito ma lei non lo rammenta così. Dopo un incidente ha perso la memoria e con l’aiuto del dottor Nash proverà a ripercorrere la sua vita tentando di ricordare il suo passato. Ben presto però si accorgerà che non potrà fidarsi né del marito, né del dottore. Un finale sconvolgente che vi terrà incollati alle pagine. Da leggere assolutamente.

 

La Regina degli scacchi di Walter Tevis

The Queen’s Gambit,  è il titolo originale di questo singolare thriller psicologico. Prende il nome dal Gambetto di donna che una delle più antiche mosse negli scacchi e consiste nell’apertura del pedone di una donna. In Italia è stato tradotto in modo diverso, La regina degli scacchi, ed è stato pubblicato dalla casa editrice Minimum Fax nel 2007. Il libro vide la luce nel lontano 1983. Il romanzo racconta la crescita di una ragazza Beth Harmon sia come donna che come scacchista. Sin da bambina, viveva in un orfanotrofio ha avuto una passione spasmodica per gli scacchi. Una donna forte, ma nello stesso tempo sola e la solitudine le farà brutti scherzi. Un libro che consigliamo di leggere per la suspense e la forza che questo gioco spietato emana.

 

La ragazza del treno di Paula Hawkins

Pubblicato in Italia dalla casa editrice Piemme nel 2015, La ragazza del treno di Paula Hawkins è uno straordinario thriller psicologico che ha come protagonista una donna frustata dipendente dall’alcol: il suo nome è Rachel. Non ha vita sociale è una donna debole, fragile, vinta dalla vita.

In questo romanzo scoprirete la vita di Rachel una ragazza che prende ogni giorno, alla stessa ora, un treno, per raggiungere la città di Londra dove lavora. Dal finestrino osserva il mondo che la circonda ed è incuriosita da una coppia che si bacia. Fantastica su di loro, sulla loro vita al punto da dare a queste due persone che sembrano innamorate anche un nome. Ma Rachel ha visto ciò che le cambierà la vita. Ma cosa?

 

Uomini che odiano le donne Di Stieg Larsson

La vita di questo straordinario thriller psicologico è strettamente legata all’autore scomparso in modo prematuro. Stiamo parlando dello svedese Stieg Larsson, giornalista, scrittore, che fondò la rivista Expo, un esperto di organizzazioni estremiste di destra e neonaziste, può essere considerato il re del giallo nordico, quello che ha aperto il varco a un genere che sta conquistando il mondo della letteratura di genere. Con la trilogia Millennium ha venduto ventisette milioni di copie e tradotto in più di quaranta paesi. Fino alla sua prematura morte, avvenuta per arresto cardiaco, aveva pubblicato solo ed esclusivamente saggi sulla democrazia e sui movimenti di estrema destra, l’uccisione di cinque ragazzi nel 1995 a Stoccolma da parte di questi ultimi lo segnò non poco.

 

Il suggeritore Di Donato Carrisi

Il romanzo d’esordio di uno dei più grandi scrittori italiani: Donato Carrisi. Una carriera iniziata presto classe 1973, oltre ad essere uno dei più grandi scrittori italiani di Thriller è anche giornalista e sceneggiatore, nel 2009 ha vinto il famoso premio Bancarella con il romanzo Il Suggeritore. Con quest’ultimo si è affermato nelle librerie, diventando uno degli scrittori di thriller italiani più amato di sempre. Il suggeritore è un thriller psicologico, pubblicato nel 2009, tradotto in quasi trenta lingue vendendo più di un milione di copie. La storia, intricata e intrigante, racconta le vicissitudini della Squadra Speciale di Investigazione sulle tracce di un serial killer. Un famoso gruppo guidato da un grande criminologo: Goran Gavila. A collaborare per le indagini una donna dalla grande esperienza che ha seguito molti casi di persone scomparse, il suo nome è Mila Vasquez. Ne Il Suggeritore saranno alle prese con la scomparsa di alcune bambine.  Di una ragazza scomparsa Donato Carrisi parla anche nell’utimo libro intitolato La ragazza nella nebbia. C’è una ragazza che scompare in un paesino dove tutti conoscono tutti. A cercarla arriva uno di quelli che vengono definiti superpoliziotti, carico di medaglie ma reduce da uno scivolone professionale, le prove falsificate sul conto di un presunto colpevole accusato di lasciare tubi esplosivi nei supermercati. E poi ci siamo noi, i veri protagonisti. Nel senso dei media. Le televisioni, soprattutto, anche se fare distinzioni non sta bene. Se qualcuno leggendo queste righe ha penserà a una sorta d’incrocio tra la vicenda di Yara Gambirasio, la ragazza scomparsa a Brembate di Sopra e ritrovata uccisa in un campo poco distante dopo mesi di attesa quasi metafisica e la saga appena più distante nel tempo dell’Unabomber del Nord Est, ebbene ne ha facoltà…

 

In campo letterario, in questa ideale classifica dei dieci migliori libri thriller psicologici inserirei una signora che, ha stracciato ogni record di vendite con i suoi libri (da molti dei quali sono stati ricavati film di successo). Tradotta in decine di lingue in ogni parte del globo, il suo nome è, Patricia Highsmith, perché è stata proprio lei una delle prime a costruire il paradigma intorno al quale deve strutturarsi un buon thriller psicologico: l’amoralità dei personaggi, il crimine come conseguenza naturale di una devianza che spesso affonda le radici in insondabili tare psichiche, l’ambiguità o l’ambivalenza sessuale. Il modello perfetto è rappresentato dal personaggio al quale è legata la fama imperitura della Highsmith:  Tom Ripley  che fa il suo ingresso sulla scena letteraria mondiale con un’avventura ambientata proprio nel nostro Paese. Il talento di Mr. Ripley (The Talented Mr. Ripley)  ne 1999 viene portato sugli schermi da Anthony Minghella dove dirige Matt Damon ,Gwyeth Paltrow, Jud Law rispettivamente nei panni di  Tom Ripley, Marge Sherwood e Dickie Greenleaf. Nella classifica di ogni tempo, infatti, non può non svettare indisturbato  il romanzo che inaugura la serie dedicata a questo avventuriero americano. Mr Ripley, che inganno dopo inganno, omicidio dopo omicidio, efferatezza dopo efferatezza, si costruisce una solida fortuna e una discreta reputazione nel Vecchio Continente, prima in Italia tra il golfo di Napoli, Roma e Venezia, poi nella tranquillità della campagna del Midi, in Francia.

Un altro mostro sacro della letteratura europea e mondiale è Friederich Durrenmatt, genio svizzero vissuto tra il 1921 e il 1990, con lui si celebra – ha scritto qualche critico – il funerale del romanzo giallo tradizionale. Questo perché la trilogia thriller di Durrenmatt smonta l’intera impalcatura tradizionale del genere. L’anti-romanzo giallo per eccellenza resta La promessa, seguito da “Il sospetto e da Il giudice e il suo boia. Tre gialli psicologici praticamente perfetti, fondati sulle stesse qualità del protagonista de “Il sospetto” e de “Il giudice e il suo boia”, l’ispettore Barlach, al quale Durrenmatt mette in bocca queste parole: “Vedrai, la nostra arte è un misto di matematica e di fantasia”.

“LA VIA DEL VIZIO” prima di Dracula. L’inedito di Bram Stoker.

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LA VIA DEL VIZIO, romanzo horror di Bram Stoker scrittore del conte Dracula, fin ora inedito è finalmente in libreria tradotto in italiano, il titolo originale è “The Primrose Path”, (Edizioni Della Sera). Il romanzo ci racconta che prima del vampiro Dracula che gli diede tanta celebrità, Stoker  aveva già avuto  una vita letteraria.

L’ambientazione non ha niente in comune con i racconti vampireschi del 1897 se non “l’ambientazione”: i bassifondi di Londra.  A più di 100 anni dalla morte di Stoker questa: ”temperance novel “ che lieta non è, narra con un genere: il realismo gotico, il mostruoso  e l’orrore che si insinuano nella realtà quotidiana trascinandola verso abissi incomprensibili. Il canone è di certo quello gotico vittoriano, (palestra in cui mosse i suoi primi passi lo scrittore irlandese) e vede al centro della vicenda la vita di una coppia di dubliners: Jerry e Katey che sono in attesa del terzo figlio. L’irrequieto e ambizioso Jerry si farà sedurre da una proposta di lavoro a Londra nel mondo del teatro e così la coppia si troverà a compiere in realtà una vertiginosa discesa agli inferi, saranno risucchiati in un gorgo di alcolismo, violenza domestica, indigenza, abiezione e orrore.

Nato come parabola per combattere la piaga dell’ubriachezza che invadeva i quartieri poveri della città industriale, il racconto venne pubblicato nel 1872 sul prestigioso London Society grazie all’interesse di Sheridan La Fanu, maestro “dei racconti di fantasmi”. LA VIA DEL VIZIO è un debutto letterario anche autobiografico dato che lo stesso Stoker andò a Londra per inseguire il sogno di lavorare nel teatro. Ma l’autore, a differenza dei suoi personaggi, riuscì, come critico teatrale, ad entrare nei circoli letterari della capitale,e iniziò a frequentare tra gli altri anche un certo Arthur Conan Doyle.

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Bram Stoker nasce a Clontarf, a nord di Dublino, nel 1847. Si laurea in matematica al Trinity College Dublin e dopo diversi impeghi diventa segretario dell’attore Henry Irving, grazie al quale conosce personalità di spicco e può viaggiare per il mondo. Nel 1878 si trasferisce a Londra e diventa direttore del Lyceum Theatre. Per aumentare i propri guadagni dal 1875 Stoker inizia a scrivere racconti e romanzi,e nel 1897 pubblica l’opera che lo renderà immortale. Muore a Londra nel 1912.

The Words Angels

Chi scrive i romanzi firmati da Richard Castle? Un appuntamento con “Mistery Man”.

casle«Ci sono due tipi di persone che se ne stanno seduti a pensare come uccidere la gente: psicopatici e scrittori di gialli. Io sono uno di quelli ben pagati. Chi sono? Sono Richard Castle.»

Interrogando  Wikipedia o viaggiando sul sito di Rai Due, potete facilmente scoprire che Richard Castle è il protagonista dell’omonima serie Castle, ormai arrivata all’ennesima  stagione, interpretato da Nathan Fillion. In breve, Richard Castle è uno scrittore di romanzi gialli che ha appena “ucciso” il suo personaggio più noto, il detective Storm, e si ritrova ad affrontare un momento di crisi creativa e mancanza di ispirazione. Ma il momento non dura a lungo: un assassino, fan dello scrittore, inizia a commettere omicidi secondo le modalità descritte nei suoi gialli, e Castle viene chiamato a collaborare con la squadra omicidi della polizia di New York. Qui Castle incontra il detective Kate Beckett, una donna affascinante con una tragica storia alle spalle, che presto diventerà, suo malgrado, la musa ispiratrice di Castle  per il suo nuovo personaggio: il detective Nikki Heat! E, proprio sfruttando la figura di Nikki Heat, gli autori della serie TV hanno deciso di regalare a noi fan una bellissima iniziativa: in libreria, infatti, possiamo trovare i libri di Castle. Nel libro, accanto a Nikki, troviamo Jameson Rook, chiara trasposizione letteraria (per non dire vero e proprio sosia) del Castle televisivo, e le vicende si snodano lungo un’atmosfera, un senso dello humor, e un pathos analoghi a quelli del telefilm. Una “fiction nella fiction“, dunque, ma molto ben realizzata. Vi consiglio di leggere i romanzi in inglese per apprezzare appieno lo stile e l’intelligenza di scrittura del nostro amato Castle.

Ovviamente, si tratta di un’abile strategia di marketing volta ad aumentare i profitti e promuovere la popolarità della serie TV e che, nel contempo, riesce a conferire all’uomo Richard Castle una profondità e una verosimiglianza straordinari. Come dicevo, i libri sfruttano molto i personaggi che i fan hanno imparato a conoscere seguendo la serie TV, e ripropongono lo stresso “modus operandi” capitolo dopo capitolo. Leggendo i vari commenti su Amazon, sembra che l’iniziativa stia avendo un grande successo! I fan dicono di leggere  i libri di Castle perché sono ben congegnati e divertenti, oltre a costituire delle valide storie poliziesche.

Ma, nel mondo reale, chi scrive i romanzi firmati da Richard Castle?
Nessun fan conosce l’identità del “ghost writer” che si cela dietro a Richard Castle. Qualcuno ha suggerito il nome di James Patterson, abile e prolifico scrittore di gialli molto noto negli Statu Uniti. Altri azzardano che il vero autore sia un certo Tom Straw (di cui Castle nella fiction avrebbe vinto l’omonimo premio) un vero autore di gialli. Senz’altro sono teorie interessanti, o forse solo tentativi per confondere le acque, fare scalpore e tenere viva la fiamma dell’iniziativa pubblicitaria. c’è chi pensa che il vero autore è Micheal Connelly, che appare in un cameo durante una partita di poker con lo stesso Richard Castle (Nathan Fillion). Non ci resta, dunque, che continuare a seguire Richard Castle nelle sue avventure fra un’indagine, un best seller e un appuntamento bollente in compagnia di Nikki Heat Avventure che ne hanno fatto, anche nel modo reale, un “Mistery Man“, un uomo del mistero.

TWA

 

 

UN BUON INIZIO

images (12)Nelle prime frasi di un testo narrativo vi è una serie di reazioni e input che hanno lo scopo di attirare il lettore. L’inizio è dunque un momento fondamentale, tutti ne possiamo intuire l’importanza. Quindi un attacco  – detto incipit (che in latino significa INIZIA)-  immediato, che invogli il lettore a passare delle ore sulla vostra storia, e una struttura sintattica originale sono gli strumenti  basilari con cui uno scrittore può tentare di aprirsi un varco verso il successo. A questo riguardo è d’obbligo il riferimento a Cesare Pavese, vero maestro di introdurre il lettore nel mondo narrativo.  Ecco alcuni incipit di suoi celebri racconti:

L’estate

Di tutta l’estate che trascorsi nella città semivuota non so proprio che dire.

Il mare

Alle volte penso che se avessi avuto il coraggio di salire fino in cima alla collina, non sarei poi scappato di casa.

Storia segreta

Per questa strada passava mio padre. Passava di notte perché era lunga e voleva arrivare di buon’ora.

Notte di festa

Sull’aia liscia e soda come un tavolo di marmo saliva il fresco della sera.

Amici

Dal cortile di cemento un giovanotto a gola tesa gridava al terzo piano di ombre e sprazzi li luce: “state tranquilli, sono disoccupato”.

Tempo d’estate

Sul casotto dell’imbarco ai piedi delle colline giungeva ancora il sole.

Anni

Di quel ch’ero allora non resta niente: appena uomo, ero ancora ragazzo.

Ecco come Cesare Pavese dava ritmo alla sintassi, tutti gli esempi riportati iniziano con una preposizione semplice o articolata che imprime alla frase una svolta decisiva. Questi inizi costringono il lettore ad avanzare di qualche parola per comprendere la parte principale visto che si reggono su una particella secondaria del discordo. In altri termini il ritmo della frase è tale da provocare una lettura attiva. Un’altra cosa da notare è come Pavese tiene il lettore con il fiato sospeso invertendo le parti del discorso. L’autore ha così centrato il suo obbiettivo: ci sentiamo invogliati ad andare oltre.

The Words Angels

Racconto finalista al torneo “Gioco, per gioco” autrice M. Altimare

 

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Raul

Il taxi era  parcheggiato ancora lì. L’autista lo attendeva leggendo il giornale sportivo e, quando Raul gli chiese di riaccompagnarlo in albergo, lo guardò con l’aria divertita di chi pensa: Ti è andata buca, anche se brilla ti ha scaricato.

Raul era abituato a quegli sguardi, così come sapeva di avere poche certezze nella vita, tra cui la più importante:  è la fortuna a dettare le leggi dell’universo.

Lo opprimeva l’idea di andare a rinchiudersi nella sua stanza, solo, con il ricordo di un’esplosione ancor negli occhi: la sua prima missione come diplomatico, la “rotonda di Massud”, l’incrocio stradale rallentato dal check point, il giovane autista in mimetica seduto accanto a lui. Scacciò i ricordi. Superò la hall, passò oltre una tenda di velluto color pesca e si fermò davanti a una di quelle macchine colorate dai video lampeggianti, le slot machine. Non ci aveva mai giocato e solo per noia inserì una monetina. Ma non era la prima volta che entrava in una sala gioco e non sarebbe stata l’ultima. Avrebbe voluto distrarsi, non pensare, eppure sarebbe stata solo questione di ore e il suo antico demone si sarebbe svegliato costringendolo alla ricerca di quella sensazione dolorosa e piacevole che colmava da tempo il suo vuoto e le sue ferite. Una fitta lancinante che parti dal moncone e s’irradiò verso l’arto fantasma, lo costrinse a chiudere gli occhi, mentre il roteare di frutta e verdura lo seguiva con ipnotica insistenza sotto le palpebre. Sentì il tintinnio delle monete ancora prima di vedere le banane allineate sul display,  il gettito sembrò travolgerlo e quando la cascata dal suono metallico si esaurì Raul  si rese conto, incredulo, della somma di tutte quelle monete. Fu allora che trascinò la sua gamba al tavolo del poker, il demone era arrivato.

maria2M. Altimare

Torneo Letterario “Gioco, per gioco”

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The Words Angels organizza la prima tappa del torneo semilampo di scrittura dal titolo “Gioco per gioco” che si terrà presso il Grand Hotel Terme Re Ferdinando, Ischia Porto, sabato 26 marzo alle ore 17.30-in collaborazione con Sa.bur burraco.

Regolamento:

Per partecipare, occorre iscriversi:

o visitando il sito www.thewordsangelsghostwriter.it

o telefonando al numero 3478281372.

La partecipazione prevede il versamento di euro 5 in loco prima della gara.

Ai partecipanti al torneo verrà data una traccia inerente al mondo del gioco che dovrà essere sviluppata nel tempo massimo di 45 minuti.

Gli elaborati verranno letti e giudicati e il brano vincitore della manche verrà premiato in serata.

Al vincitore verrà data una targa ricordo e la possibilità di partecipare alla finale del torneo che si terrà alla fine di tutte le successive manche.

Tutti i racconti finalisti delle varie tappe saranno pubblicati in antologia.

Le successive date del torneo saranno visibili di volta in volta sul sito e sulla pagina facebook e sono aperte a tutti, anche a quelli che non sono risultati vincitori delle precedenti manche.

Buon gioco a tutti

                                                                The Words Angels

Sotto falso nome. Da Harper Lee a Elena Ferrante “il nom de plume” degli autori.

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Pochi giorni fa ci ha lasciato la scrittrice americana Harper Lee, conosciuta in tutto il mondo per il suo grande romanzo, “Il buio oltre la siepe”.

Pochi sanno, però, che lei è una delle grandi autrici della letteratura che hanno scritto sotto pseudonimi maschili, al fine di essere presa sul serio dagli scrittori e dai lettori. Il nome completo di Harper Lee, è infatti Nelle Harper Lee, l’autrice immaginò che eliminare la prima parte del nome, avrebbe potuto dare l’impressione di essere un uomo. Dato che nell’immaginario comune i grandi autori erano quasi tutti uomini, soprattutto nel 1960 quando la Lee pubblicò il suo libro.

Molti degli scrittori classici, ma anche moderni, che tanto amiamo e che hanno un posto speciale nelle nostre librerie, spesso, hanno usato un nome fittizio per firmare le loro grandi opere, o per dirla nel gergo letterario, un nom de plume.I motivi che hanno spinto tanti artisti, e non parliamo solo della letteratura, a celarsi dietro uno pseudonimo sono molteplici, ma è doveroso sapere che, sotto l’aspetto giuridico, lo pseudonimo è tutelato dalla legge con le stesse modalità che proteggono il diritto al nome. Recentemente il “The Huffington Post”, (famosissimo blog statunitense fondato nel 2005, e divenuto uno dei siti più seguiti al mondo), ha pubblicato un articolo in cui elenca una serie di scrittori famosi che hanno pubblicato, e che pubblicano tutt’ora, le loro opere con uno pseudonimo. Vi proponiamo alcuni nomi di scrittori di cui sicuramente conoscete il loro… ‘falso nome”.

SOPHIE KINSELLA – Conosciuta all’anagrafe come Madeleine Sophie Wickham, laureata in filosofia ed economia, diventa famosa nel 2000 scrivendo la serie di romanzi dedicati alle shopping addicted. Il suo vero nome verrà svelato nel 2005 con la ovvia pubblicazione del romanzo “Can you keep a secret?”.

SVEVA CASATI MODIGNANI – Sotto questo nome si sono celati Bice Cairati e il marito Nullo Cantaroni. I suoi romanzi, che si ispirano alla vita famigliare, sono stati tradotti in ben 17 paesi vendendo oltre 10 milioni di copie.

ITALO SVEVO – Il suo vero nome era Aron Hector Schmitz. Sceglie questo pseudonimo come omaggio alla sua storia e alle sue radici che erano sia italiane che tedesche.

ALBERTO MORAVIA – All’anagrafe Alberto Pincherle, scelse questo nome in ricordo di sua nonna il cui cognome era per l’appunto Moravia. Sicuramente uno dei romanzieri più importanti del XX secolo che ha contribuito a fare la storia della letteratura italiana e non solo.

CARLO COLLODI – O meglio Carlo Lorenzini, o meglio ancora l’autore di un classico intramontabile della letteratura per ragazzi “Le avventure di Pinocchio”.

UMBERTO SABA – Il vero nome era Umberto Poli, scelse il cognome Saba in ricordo della sua balia Peppa Sabaz.

J.K. ROWLING – Non è esattamente uno pseudonimo, poiché al suo vero nome, Joanne Rowling, ha aggiunto la K. di Kathleen – il nome di sua nonna. È la donna che ha fatto sognare milioni di bambini nel mondo e che ha incantato anche diversi adulti con i romanzi fantasy di Harry Potter. Per restare in tema la oramai famosa scrittrice britannica, nell’aprile del 2013 ha pubblicato il romanzo poliziesco The Cuckoo’s Calling con lo pseudonimo di Robert Galbraith. Il libro rifiutato e snobbato, ha venduto solo 1500 copie in tre mesi, incontrando però il favore di un pubblico limitato ma sinceramente entusiasta. A cercare sui social network librari le più vecchie recensioni, s’incontra un giudizio positivo e ben disposto verso il libro. Proprio quel che cercava, probabilmente, la Rowling: un riscontro serio che non venga falsato dal suo nome, per un romanzo di genere scritto solo per il piacere di raccontare una storia

PABLO NERUDA – Le sue poesie e la sua scrittura ci avrebbero commosso anche se fossero state firmate da Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto, il suo vero nome. Scelse questo pseudonimo per omaggiare il poeta cecoslovacco Jan Neruda.

AGATHA CHRISTIE – Lady Mallowan ci ha tenuto incollati ai suoi gialli, Agatha Mary Clarissa Miller. Nel genere dell’intrigo lei è un’assoluta perfezionista.

STENDHAL – Il vero nome di questo acclamato scrittore francese i cui personaggi seguivano la filosofia della Chasse au Bonheur era Marie-Henri Beyle.

ELENA FERRANTE – Concludiamo questa carrellata di nomi con un mistero che tuttora rimane tale, ossia la vera identità di questo autore/autrice che da mesi sta cavalcando l’onda del successo con la trilogia “L’amica Geniale”.

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Dall’hard boiled al legal thriller la differenza terminologica di un genere: il giallo.

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Dando un’occhiata alla voce “letteratura gialla” vediamo che si definisce giallo quel genere “che ha al centro del suo interesse il crimine”.

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Il giallo classico si definisce poliziesco poiché “la soluzione del caso è affidata all’opera degli investigatori istituzionali, la polizia nelle sue varie forme nazionali”. Attenzione! Secondo la definizione classica si usa questa accezione solamente nella lingua italiana e ciò, si deve alla collana Il Giallo Mondadori, ideata da Lorenzo Montano e pubblicata in Italia da Arnoldo Mondadori a partire dal 1929. Da allora, il termine “giallo”, dal colore della copertina della collana, ha sostituito in Italia quello di poliziesco. Il genere giallo è diviso tradizionalmente in diversi sottogeneri, anche se i confini spesso non sono ben definiti: il poliziesco, il giallo investigativo, il noir, il thriller. Quest’ultimo a sua volta suddiviso in più filoni fra cui il thriller legale ed il thriller medico.

Nel giallo investigativo c’è una persona che risolve un crimine usando la speculazione intellettuale, un metodo scientifico, l’analisi, la deduzione. “Non c’è quindi spargimento di sangue, non c’è generalmente violenza”, spesso il giallo inizia a crimine già compiuto. Last but not least, non c’è suspance.

Il noir invece, rappresenta “in qualche modo l’altra faccia della storia di un crimine, quella vista dalla parte del criminale, o comunque [è] un genere in cui manca la consolatoria e razionalizzante soluzione finale con conseguente cattura del colpevole”. Del giallo-noir alcuni dicono che “l’accento è posto sull’ambiente, quasi sempre moralmente corrotto e degradato, che fa da sfondo alla vicenda, e sulle psicologie dei personaggi”.  Utilizzato per la prima volta nel 1946 dal critico italo-francese Nino Frank, il termine noir originariamente si riferiva soprattutto ai film polizieschi hollywoodiani degli anni quaranta tratti da romanzi hard boiled (ad esempio Il mistero del falco  di John Huston), pubblicati allora in Francia dall’editore  Gallimard  nella Série noire, i cui volumi avevano la copertina nera. Nel noir, quello che conta dunque è l’ambientazione estrema (solitamente periferie emarginate, città decadenti, sobborghi malfamati – si pensi alla Marsiglia di Izzo o alla Los Angeles di Ellroy), ma anche il protagonista: generalmente in chiaroscuso, ai margini della legge anche se formalmente è dalla parte della legge. Il noir approfondisce maggiormente l’aspetto psicologico dei personaggi, c’è una forte componente di violenza fisica e quindi anche nella scrittura, ed è il genere più letterario fra quelli esaminati.

Nel thriller, invece, “la soluzione dell’enigma appare del tutto secondaria rispetto alle azioni e agli eventi, sovente incentrati sulle vicissitudini di uno o più protagonisti la cui vita è messa a repentaglio da criminali, killer, pazzi omicidi ecc.”. Il thriller, è caratterizzato da suspense, ansia; è per definizione un page-turner, come indica il termine stesso: thrilling.

È detto legal thriller il giallo in cui protagonisti e risolutori sono gli avvocati e le aule giudiziarie, i cui meccanismi vengono dettagliatamente riprodotti. Tra gli autori principali vi sono  Erle Stanley Grardner,  autore di Parry Mason, Scott Turow, John Crisham. In Italia, tra i più autorevoli esponenti del thriller legale vi sono Gianrico Carofiglio e Gianluca Arrighi.

Il legal thriller s’ intreccia spesso al police procedural che è il tipo di poliziesco in cui le indagini su un caso sono affidate all’opera di una squadra di investigatori istituzionali, appartenenti alla polizia. Nel police procedural vengono pertanto fedelmente descritte le procedure e le tecniche di indagine impiegate dalla polizia per risolvere un caso. Ed McBain, Tony Hillerman, Georges Simenon e Michael Connelly sono alcuni tra i maggiori autori.

Una sotto categoria del noir è poi il genere hard-boiled, nel quale la violenza è ancora più esasperata, fino ad arrivare a rabbrividire, quasi.

L’hard-boiled è “il genere americano per eccellenza, quello in cui il delitto viene combattuto da un detective privato con metodi spesso non meno violenti o più corretti di quelli usati dal criminale”, Fin dall’inizio si è contrapposto, per il suo realismo talora spietato, al classico giallo deduttivo con la sua netta distinzione tra i “buoni” e i “cattivi”. I maggiori esponenti di questo filone sono l’inglese James Hadley Chase, e gli statunitensi Dashiell Hammett, James M.Cain e Raymond Chandler.

Si può quindi giocare a incasellare i vari autori come nell’esempio, Georg Simenon, Michael Connelly  police procedural, Izzo: noir, ovviamente. Ellroy pure. I vari Cornwell, Deaver, Follett: thriller. Agatha Christie, Conan Doyle: gialli. Margaret Doody e il suo Aristotele detective è invece un altro buon esempio di giallo più recente. Si possono citare molti altri autori, e poi fare altre mille distinzioni fra sotto-generi, i gialli storici ad esempio, molto di moda, quelli psicologici, e così via.

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